MENU
book2.gif (383 byte)  Home page
book2.gif (383 byte)  Chi siamo
book2.gif (383 byte)  Programmi
book2.gif (383 byte)  Spettacoli
book2.gif (383 byte)  Animatori
book2.gif (383 byte)  Lavora con noi
book2.gif (383 byte)  Volontariato
book2.gif (383 byte)  Link utili


Guinea Bissau: la rinascita

africa2011b.jpg (383 byte)

A cura di Mario Pappalardo

piovittoriovigo.jpg (383 byte)      vescovobissau.jpg (383 byte)

            Le diocesi di Acireale, Caltagirone e Bissau da sempre sono rimaste vicine a queste Missioni che periodicamente vengono fatte in Guinea Bissau, nel 2008 Lo stesso Vescovo di Acireale si è unito al gruppo dei volontari per portare la Sua personale testimonianza a questo popolo sfortunato. Oggi Sua Eccellenza Monsignor Pio Vittorio Vigo ci fa dono di questo pensiero.
            "Quando si visita la terra d’Africa si rimane profondamente colpiti Mente e cuore restano come folgorati. Ci si trova in un altro mondo. La realtà nella quale si va a vivere, anche per pochi giorni, è totalmente diversa dalla nostra e dalla possibile immaginazione. La gente, anche se poverissima, è meravigliosa. Se partecipi ad una liturgia, vedi tutti attenti, pronti a cantare la loro fede con entusiasmo. Si sentono e sono attivamente coinvolti dal rito e dal mistero.
            Allora nascono tanti interrogativi: cosa possiamo dare in cambio a tanto dono di fede e di accoglienza? Cosa si può fare per aiutarli ad avere una condizione di vita migliore? Cosa si può offrire per assicurare una casa, una scuola, un dispensario più decoroso? Allora la mente e il cuore lavorano. Nasce una catena di amicizie che inizia a lavorare in rete per sensibilizzare le persone, trovare aiuti, avere soldi, per poi poter offrire risposte ai bisogni di quella gente?
            E’ il caso degli Amici delle missioni: un gruppo di volontari che annualmente si portano in Guinea Bissau e qui si impegnano, giorno dopo giorno, a parlare dell’Africa, delle situazioni trovate, dei progetti pensati per venire incontro ai bisogni e a raccogliere quei fondi per aiutare concretamente quella gente.
            L’attività degli Amici delle missioni la considero una grazie per la nostra Chiesa diocesana. Si stabilisce un’intesa, si consolida un’amicizia veramente edificante, anche perché comunità di Diocesi diverse, come quelle di Catania, Caltagirone, si ritrovano insieme e unite per l’unica missione.
            Quanto raccontano queste pagine è il frutto dell’amore che spinge a raggiungere i fratelli disagiati all’inverosimile e a dare loro il conforto del nostro aiuto e la testimonianza della nostra attenzione.
            Dio benedice chi pensa ai piccoli e ai poveri. Dio benedice ogni azione che genera comunione. Dio guarda con compiacenza la generosità che fa crescere la fede e matura il cuore dei figli. Dio sarà con quanti esprimono con il volontariato la sua provvidenza e la sua misericordia.
            Nel cuore sono ancora vive le emozioni provate nella visita che ho fatto con i Volontari Amici delle missioni. Una terra che mi piacerebbe rivisitare. Un bisogno per imparare dalla povera gente l’entusiasmo e la gioia della fede, la capacità di vivere con l’essenziale, la forza di sperare. Una terra che ci insegna ad amare.
            Su quanti si aprono al problema missionario, la mia benedizione."

Acireale 18 febbraio 2011

                                    + Pio Vittorio Vigo

Nelle pagine dedicate alla missione Africa 2010 abbiamo cercato, con i nostri limiti, di dare alcune informazioni sulla Guinea Bissau. Con il resoconto di questo viaggio cerchiamo d'integrare la conoscenza di questo stato, chi non l'avesse fatto è bene che legga quanto scritto in precedenza.
Quest'anno a partire per la Guinea Bissau sono stati 15 volontari, di cui 3 medici e 2 infermieri, delle associazioni Amici delle Missioni e Mago Merlino. Sono partiti giorno 26 Gennaio 2011

I 15 Partecipanti

sebastianox.jpg (383 byte)   ferroenrico.jpg (383 byte)   pappalardomario.jpg (383 byte)   Giuseppe.jpg (383 byte)
Rosariox.jpg (383 byte)   Nunzia.jpg (383 byte)   Pietro.jpg (383 byte)   Giuseppina.jpg (383 byte)
Salvo.jpg (383 byte)   Mariacatena.jpg (383 byte)   Gianmarco.jpg (383 byte)   Francesco.jpg (383 byte)
Rosetta.jpg (383 byte)   Lina.jpg (383 byte)   Melania.jpg (383 byte)


Elenchiamo alcuni argomenti e cliccandoci sopra potete raggiungere direttamente il contenuto.

Per quanti sono interessati a donazioni o informazioni - clicca qui.

Guinea Bissau: dove l'anagrafe è un'opzione

Nel 2011 può sembrare "assurdo" ma in Guinea Bissau non vi sono registri anagrafici che censiscono la popolazione.
Nei 500 anni di dominio portoghese non esisteva nessuna registrazione delle nascite e delle morti. Nel 1974, alla dichiarazione dell'indipendenza, è rimasta l'usanza della non registrazione. La popolazione dello Stato veniva calcolata approssimativamente, i censimenti si facevano chiedendo ai capi villaggio quanti erano gli abitanti.
Le prime difficoltà, di questa situazione, furono avvertiti dai centri salute delle missioni cattoliche, dove spesso si presentavano le mamme con i bambini che non avevano un nome e non sapevano la data di nascita certa. Si invitavano i genitori a scegliere un nome, per i figli, e cercare di mantenere in mente "sempre" memoria della nascita. Agli inizi più o meno bene il metodo ha funzionato. Con il passare del tempo è diventato difficile, sia per gli operatori (spesso per il controllo delle vaccinazioni) che per i genitori, mantenere contezza esatta del controllo sanitario dei bambini.
Nel 2000, supportati dall'UNICEF, tutti i centri salute si sono dotati di schede denominate carta della salute. Successivamente a questa data tutti i bambini venivano muniti di questo documento, così si "recuperavano" anche i dati anagrafici dei genitori che integravano il documento. Questa carta della salute oggi rappresenta l’unico documento d’identità.

cartasalute.jpg (383 byte)   mammealcentrosalute.jpg (383 byte)
                       La carta della salute                                         Mamme in attesa di visita al centro salute di Dungur

Nel 2005 lo Stato ha ritenuto opportuno iniziare una registrazione della popolazione. Da 5 anni infatti esistono i registri anagrafici che purtroppo sono incompleti, i genitori vengono invitati a portare "la carta della salute" presso gli uffici statali. Purtroppo si è lontani da una fedele registrazione.
L'impossibilità a tutto questo spesso è causata dalla lontananza fra il luogo di nascita e il centro adibito a tale scopo, inoltre alla popolazione manca tale mentalità (non le si può dare torto non ne ha avuto bisogno per oltre 500 anni).
Per cercare di realizzare un'iscrizione anagrafica il più fedele possibile si cerca d'incrociare le registrazioni scolastiche, per i bambini che hanno o che frequentano la scuola, dal momento che anche per l'istruzione fanno fede i registri scolastici delle missioni cattoliche.

scuolabula2.jpg (383 byte)   scuolabula1.jpg (383 byte)
      Un'aula scolastica della missione cattolica di Bula         Parco giochi nella scuola della missione cattolica di Bula

Per Noi è difficile immaginare una struttura sociale diversa dalla nostra, purtroppo sono ancora molti le popolazioni che hanno organizzazioni primitive. In Guinea Bissau hanno una forma di "autogestione" che è distinta dall'appartenenza ad una etnia o ad un villaggio. Una etnia può essere distribuita in più villaggi e un villaggio può essere abitato da etnie diverse ed ognuna ha un proprio dialetto, il capo etnia o capo villaggio è sempre un uomo fra i più anziani. Durante la missione africa 2010 e 2011 ci siamo trovati nel villaggio di Bijmita (vedasi nella missione Africa 2010 seconda parte tabanca Bijmita; un caso particolare) dove i nostri interlocutori erano due persone di etnia diversa ed ognuno, nella propria lingua, spiegava ai suoi quali erano le nostre proposte. Nel 2010 abbiamo progettato la costruzione di una scuola e il 5 febbraio 2011 l'abbiamo inaugurata.

anzianibijmita.jpg (383 byte)   innaugurazionescuola.jpg (383 byte)
             Un capo villaggio di Bijmita                                       5 Febbraio 2011 Inaugurazione scuola a Bijmita

In Guinea Bissau vi sono circa 40 etnie diverse con altrettanti dialetti. Non esiste una segnaletica stradale o urbana, soltanto pochi villaggi si trovano sulle strade nazionali il resto si internano nella foresta, spesso per decine di chilometri, non segnalati e con strade sterrate. Non esistono numeri civici o vie, non esiste un servizio postale, nella capitale Bissau vi è un unico ufficio postale che serve esclusivamente per ricevere pacchi e posta da spedire all'estero e funge da fermo posta per la corrispondenza locale, ovvero la posta o il pacco si deve andare a ritirare in questo ufficio. Ad esempio la corrispondenza per le missioni cattoliche viene ritirata, in questo ufficio postale, dalla diocesi ed in seguito fatta giungere alla missione di competenza.

stradadelvillaggio.jpg (383 byte)   villaggio.jpg (383 byte)
Strada di accesso al villaggio                                              Tipico villaggio della Guinea Bissau

Nella ricostruzione della storia di questo sfortunato popolo avevamo parlato di libere elezioni che in seguito all'indipendenza si sono più volte tenute ed è normale interrogarsi come è possibile parlare di legittime consultazioni elettorali in una struttura sociale così regolamentata. Il dilemma sta nel sapere su un milione e mezzo di popolazione quante sono le migliaia di persone che hanno diritto al voto? Senz'altro si tratterà di poche migliaia. Tutto questo non deve scandalizzare le democrazie si costruiscono, anche, così. Stiamo per celebrare il 150 anniversario dell'unione d'Italia e ben pochi sono a conoscenza che il primo parlamento italiano è stato eletto da 400.000 aventi diritto al voto fra il popolo italiano che nel 1861 era composto da poco più di 21 milioni di cittadini.


Per quanti sono interessati a donazioni o informazioni - clicca qui.
Torna indietro

La missione cattolica di Bula

La Guinea Bissau è stata dominata per 500 anni dai portoghesi che la utilizzavano come territorio di transito per la raccolta degli schiavi che intercettavano in tutto il territorio africano per poi trasferire e vendere in America, senza curarsi minimamente dei locali, che fra l'altro cercavano di restare nascosti nella foresta per evitare di essere presi come schiavi. Il popolo Guineano si è ribellato a questo dominio nel 1956, con una guerra per l'indipendenza che si è protratta fino al 1974.

fortezza.jpg (383 byte)   fortezza1.jpg (383 byte)
Nei pressi del porto di Bissau è i Portoghesi hanno eretto questa fortezza che attualmente è utilizzata dai militari Guineani.

caserma.jpg (383 byte)   caserma1.jpg (383 byte)
Questo foto mostrano una vecchia caserma portoghese, si trova nel territorio di Bula a circa 40 chilometri da Bissau

La chiesa cattolica, durante il periodo del dominio portoghese, era presente con dei frati francescani portoghesi che si prendevano cura dello spirito dei dominatori e non del popolo. Durante la guerra d'indipendenza altre istituzioni cattoliche iniziarono un'opera di assistenza ed evangelizzazione generalizzata, in alcuni momenti si sono trovati anche in contrasto con gli stessi frati francescani. Attualmente le missioni cattoliche che operano in questo stato sono circa 60.
Per poter comprendere l'enorme opera realizzata dai missionari ed il necessario apporto dato dalle associazioni di volontariato raccontiamo la storia della missione cattolica di Bula retta dalle suore del Preziosissimo Sangue Di Cristo.
Nel mese di Novembre del 1980 quattro suore, di quest'ordine, giunsero per la prima volta nel villaggio di Bula, una di queste è suor Ada Zuzolo, preero possesso di una capanna, nella stessa zona dell'attuale missione, che il vescovo aveva fatto costruire. Si trattava di quattro muri di fango, con il tetto di paglia, spoglie e prive di porte e servizi igienici, passavano le giornate visitando e aiutando gli abitanti cercando di capire ed eventualmente risolvere i problemi della popolazione. La sera ritornavano a Bissau dove pernottavano in una modesta casa messa a disposizione dal vescovado.

capanna.jpg (383 byte)
Capanna come quella utilizzata inizialmente dalle suore

Per 6 mesi alternano le visite al villaggio e lo studio del Criolo, la lingua locale, presso il vescovado di Bissau. Suor Ada è anche infermiera pertanto si prodiga fra gli abitanti di Bula per risolvere i problemi sanitari, popolazione che disconosce la possibilità di curarsi, naturalmente gli interventi più necessari sono rivolti ai bambini e alle donne partorienti. Dopo una iniziale diffidenza vengono bene accetti dalla popolazione.
Il primo Luglio del 1981 viene organizzato un incontro con la popolazione dove vengono presentate ufficialmente. L'impegno iniziale è quello di visitare tutte le famiglie facendosi carico delle necessità più impellenti ed in particolar modo i problemi sanitari.
Nel 1985, le suore pur continuando l'opera missionaria a Bula, collaborano con altre consorelle per l'apertura della missione di Ingorè, che viene aperta con la stessa carenza di mezzi.
Ben presto la missione diventa un vero centro salute si stabiliscono dei giorni e degli orari per le vaccinazioni dei bambini, altri giorni per la visita delle partorienti e per gli ammalati. Tutto questo è reso possibile con l'aiuto del vescovado e della stessa casa madre del Preziosissimo Sangue Di Cristo. Cominciano ad arrivare gli aiuti da varie associazioni ed anche volontari che spesso essendo medici o infermieri passano il periodo di ferie ad operare presso le missioni in Guinea Bissau.
Le richieste di assistenza aumentano di giorno in giorno finché non si sente la necessità di aprire altri centri salute nei villaggi vicini. Il centro salute di Bula si è fatto carico di altri 16 centri salute sparsi in vari villaggi dove, almeno, un infermiere si reca una volta al mese.


donneinvisita.jpg (383 byte)   adazuzolo.jpg (383 byte)
I centri salute, nella giornata di visite, hanno sempre un folto gruppo di mamme in attesa del proprio turno

Le esigenze più immediate per questo popolo erano, lo sono tuttora perchè risolte parzialmente, l'assistenza sanitaria e l'istruzione. Inizialmente i primi approcci sono stati indirizzati alla cura delle malattie e successivamente si è iniziata la scolarizzazione dei bambini. La missione cattolica di Bula ha aperto ufficialmente la scuola materna nel 1990.
In Guinea Bissau la scuola è così organizzata:

  • Dalla prima alla quarta corrispondono alle nostre elementari.
  • La quinta e la sesta corrispondono alle nostre scuole medie.
  • La settima è l'inizio del liceo con due livelli diversi arriva fino alla dodicesima classe.
  • Non esistono studi universitari. Chi ne ha possibilità prosegue nel vicino Senegal.
Dal 1990 in poi, con l'apertura della scuola materna, è iniziata la scolarizzazione ogni anno si apriva la classe successiva in modo da dare la possibilità ai bambini di poter continuare a studiare.
Nel 1996 veniva completato il primo padiglione adibito ad aule scolastiche. Delle strutture modeste adibite a centro salute ed abitazione delle suore erano già state realizzate in modo che non dovevano spostarsi a Bissau per pernottare.


scuolax11a.jpg (383 byte)   saletta.jpg (383 byte)
Il primo padiglione scolastico inaugurato nel 1996                 Una delle prime strutture, la sala per pregare

Nel 1998 il Diacono Sebastiano Genco visita, per la prima volta, la missione Cattolica di Bula si rende conto dell'impellente necessità di aiuto che serve per poter sostenere questo sfortunato popolo, da quel momento, ininterrottamente, ogni anno nel periodo fine Gennaio metà Febbraio si reca in Guinea Bissau, unitamente ad altri volontari, tutti a proprie spese, l'aiuto prioritario è l'adozione a distanza dei bambini che concretamente per il bambino adottato significa sicurezza della frequenza scolastica, assistenza sanitaria e supporto alimentare. Questo popolo vive talmente in povertà che la semplice adozione al bambino diventa un sostegno per tutta la famiglia, con una cifra irrisoria, meno di un euro al giorno (310 euro per un anno). L'associazione Amici delle Missioni si è anche fatto carico della costruzione di un padiglione scolastico.


sebastianoscuola.jpg (383 byte)   scuolax11b.jpg (383 byte)
Il Diacono Sebastiano Genco in visita ad una scuola        Il padiglione scolastico realizzato con il sostegno dell'ass.

Nel 2004 ai volontari Amici delle Missioni della diocesi si acireale si unisce un gruppo originario dal calatino capitanati dal medico pediatra Dott. Enrico Ferro e successivamente anche il dott. Giuseppe Pappalardo. Con questo folto gruppo di volontari, anno dopo anno, si è riusciti a migliorare economicamente tutta una serie di villaggi come Bula, Dungur, San Vicente, Plume, Bijamin ed altri.


enricofer.jpg (383 byte)   giuseppepapp.jpg (383 byte)
Il Dottore Enrico Ferro                                                     Il Dottore Giuseppe Pappalardo

La Missione Cattolica di Bula in poco più di 30 anni ha fatto dei passi da gigante oggi è un punto di riferimento per tanti villaggi vicini il top lo ha raggiunto nel 2008 con l'inaugurazione del centro nutrizionale, dove ha partecipato anche il nostro Vescovo Sua Ecc. Monsignor Pio Vittorio Vigo. Per tutti questi anni Suor Ada Zuzolo è stata un'infaticabile lavoratrice, oggi già molto vicina agli ottant'anni è ancora attivissima.


centronutrizionale1.jpg (383 byte)   centronutrizionale2.jpg (383 byte)
Il centro nutrizionale di Bula inaugurato nel 2008

Come si può notare nelle foto il cortile era in terra battuta, nella missione Africa 2010 si è lasciato l'incarico, ad una ditta locale, di cementarlo nel 2011 lo abbiamo trovato completato


cortilecentro.jpg (383 byte)   adamelania.jpg (383 byte)
Il cortile nel 2011                                                     Suor Ada sempre gioviale

Il centro nutrizionale è una struttura che comprende ben 5 plessi cosi suddivisi:
tre plessi attorno al cortile centrale, quello di destra è composto dal locale infermeria, i servizi igienici, il deposito medicinali ed una sala visite.
Il plesso centrale è composto da 5 stanze, tutte con servizi igienici, ogni stanza con tre letti per le mamme e tre culle per i bambini.
Il plesso di sinistra è composto da una grande sala centrale, serve per le riunioni, e due stanze nelle estremità, con servizi igienici, dove di solito soggiornano i volontari.
Sul retro, del plesso centrale, vi è una struttura dove insiste una grande cucina con forno più tre stanze a disposizione, anche per pernottare, dei dipendenti della missione.
Di fronte a quest'ultima struttura vi è un ampio magazzino, una stanza con un grosso gruppo elettrogeno che di solito viene acceso dalle ore 17 alle ore 22, salvo eventuali altre esigenze. Durante la notte è in funzione un secondo impianto luce alimentato da un paio di pannelli solari.
Adesso!!! .... Tutto questo .... fino a qualche anno fa la notte si andava o a tentoni, o con pile oppure con candele. .... per fortuna si migliora sempre.


cortilericovero.jpg (383 byte)   stanzaricovero.jpg (383 byte)
             Il portico attiguo alle stanze dei ricoverati              Una stanza dove si ricoverano le mamme con i bimbi

Attualmente La Missione cattolica di Bula, oltre al centro nutrizionale comprende:


chiesainterno.jpg (383 byte)   chiesaesterno.jpg (383 byte)
             La chiesa ......                                                                  ..... dove si celebra messa tutti i giorni


parco.jpg (383 byte)   campetto.jpg (383 byte)
             Un parco .....                                                                  ..... ed un piccolo campo sportivo


alasuore.jpg (383 byte)   alzabandiera.jpg (383 byte)
Luogo riservato come abitazione delle suore        Nel centro dei plessi scolastici vi è un cortile dove
                                                                                           ogni mattina si esegue l'alzabandiera



parcogiochi.jpg (383 byte)   giardinoorto.jpg (383 byte)
Parco giochi                                                                               giardino con orto

Oggi questa missione cattolica è un centro importante per la stessa economia di Bula e dei villaggi vicini. Circa 50 persone collaborano, a vario titolo, stipendiati, per mantenere attiva questa struttura. Oltre 20 ragazzi finita la scuola della missione sono stati aiutati per poter frequentare il centro professionale CICAP, gestito dai Padri Giuseppini, per avviarsi ad una professione come falegnameria, meccanica, elettricista ed altro. Lo stesso Bonifacio (vedasi quanto scritto nella missione Africa 2010) è stato aiutato in questo modo ed oggi è un valido professionista.
La scuola della missione è frequentata da quasi 400 bambini, dove viene servito loro, giornalmente, anche la colazione, queste strutture riescono ad andare avanti grazie ai bambini adottati che sono in condizione di pagare una retta.
Con regolarità in Guinea Bissau ci si reca annualmente nel periodo da metà gennaio a metà febbraio ed è stupefacente come a distanza di un anno è visibile il miglioramento economico che la popolazione riesce ad avere. Nella Missione del corrente anno, con stupore, ho notato il numero esagerato di biciclette che utilizzavano i ragazzi della scuola, nella visita del 2010 non vi era nessuna bici, nel liceo dei Giuseppini solo qualche ragazzo possedeva questo mezzo di trasporto (vedasi quanto scritto nella missione Africa 2010). Un altro segnale importante, facilmente percepibile, notare che soltanto da pochi anni a Bula nella giornata del sabato si tiene un ricco mercato. Evidentemente adesso la popolazione ha qualche soldino da spendere.


bici.jpg (383 byte)   mercatobula.jpg (383 byte)
Le bici degli scolari della Missione Cattolica                                        Giorno di mercato a Bula                    

E' importante sapere che le missioni cattoliche sono a disposizione di tutta la popolazione per tutti e tre gli interventi, sanitario - scolastico - alimentare, senza chiedere a quale religione si appartiene. Nelle classi scolastiche non si parla di cristianesimo, la catechesi è "volontaria" ed in orari extrascolastici.
In Guinea Bissau i cattolici sono circa il 10% a fronte di un 40% di musulmani ed altrettanti animisti, questa è una religione che attribuisce un’anima a tutti i fenomeni naturali, un' energia che pervade tutto l’esistente, causa di ogni fenomeno, della vita e della morte, intrinseca ad ogni essere vivente. E' un culto feticista praticato in tutta l'Africa occidentale. Non è raro imbattersi in un albero ritenuto "sacro".

catechesi.jpg (383 byte)   animisti.jpg (383 byte)
Un momento di catechesi nella Missione Cattolica                                        Un albero "sacro" a Bula                    

E' interessante constatare come gli appartenenti alle varie religioni convivono e si integrano reciprocamente senza nessuna diffidenza, le moschee sono pochissime e soltanto quella di Bissau è importante come struttura, nei villaggi sono inesistenti e pregano in luoghi improvvisati.
In Bissau vi è un ospedale, dove i servizi sono limitati ed a pagamento cosa che esclude la maggioranza della popolazione, per patologie gravi l'unica opzione è il Senegal.

moschea.jpg (383 byte)   ospedalebissau.jpg (383 byte)
La moschea di Bissau                                                                  L'ospedale di Bissau

Presso i centri salute delle Missioni Cattoliche si presentano anche persone con patologie complesse. Nelle foto che seguono si può constatare che sono sicuramente persone che pur avendo problemi seri già da tempo nessuno si era preso cura di loro. Questi venuti a conoscenza che presso il centro salute della Missione Cattolica di Bula prestavano servizio dei medici, sono arrivati in molti.

uomoferito.jpg (383 byte)   donnaferita.jpg (383 byte)
Ammalati con patologie gravi

In Guinea Bissau l'aspettativa di vita media non supera i 40 anni, i centri salute si occupano un pò di tutto anche se spesso la professionalità è quella infermieristica, in casi come quelli delle foto precedenti ci si limita a medicazioni e alla somministrazione di antibiotici. E' consuetudine occuparsi, oltre che delle vaccinazioni, di malaria, morsi di serpenti velenosi, tifo, influenze, problemi polmonari che purtroppo a volte sfociano in tubercolosi.
L'impegno principale resta le vaccinazioni e la denutrizione che è generalizzata. In questo stato vi è un'incidenza di parti gemellari più che tripla rispetto all'Europa, le mamme già fanno fatica ad alimentare un solo bambino figurarsi i gemelli. Nel periodo che noi eravamo a Bula vi erano ricoverati 2 coppie di gemelli più altri 3 bambini.

gemelli1.jpg (383 byte)   gemelli2.jpg (383 byte)
Le due coppie di gemelli ricoverati al centro nutrizionale di Bula

Spesso al centro nutrizionale arrivano bambini reduci di una carenza alimentare impensabile, piccoli che alla nascita pesavano un paio di chili e dopo qualche mese scendono fino ad un chilo. In questi casi vi è un misto d'ignoranza, superstizione e povertà, non è una novità che in questo territorio operano, ancora, degli stregoni (vedasi nel reportage della missione Africa 2010 l'ospedale dello stregone). Suor Ada è da più di 30 anni che opera in questo territorio e conosce bene le usanze e quando le viene presentato un bambino di qualche chilo chiede alla mamma se per caso non ha fatto il trattamento della scimmia, qualcuna ingenuamente lo ammette. In questi territori è più facile rivolgesi allo stregone che non ad altri operatori, se non altro lo si trova sul posto, di solito quando nascono i gemelli non sono mai entrambi dello stesso peso e in un paese dove si nasce già denutriti questa differenza è più evidente. In questi casi vi è la superstizione di credere che il bambino è stato preso dalla scimmia e si consegna allo stregone che deve togliere questo melefìzio, il rimedio consiste nel prendere una testa di scimmia farla bollire in un calderone con tanta acqua e per un mese al bambino dargli da bere soltanto questo. Nella coppia di gemelli della prima foto il bambino che non allatta è stato sottoposto, per fortuna parzialmente la mamma si è ravveduta prima dell'irreparabile, a questo trattamento.

denutriti1.jpg (383 byte)   denutriti2.jpg (383 byte)
Suor Ada e Rosetta si prendono cura di bambini denutriti

Per quanti sono interessati a donazioni o informazioni - clicca qui.

Torna indietro

Vita quotidiana in un villaggio di pescatori

In Guinea Bissau la vita quotidiana è regolata in base al luogo dove una persona vive, si può semplificare in tre possibilità diverse che sono:
Quotidianità in un villaggio di pescatori
Quotidianità in un villaggio di pastori
Quotidianità di quanti vivono di precariato o attività commerciali

plume1.jpg (383 byte)   plume2.jpg (383 byte)

In qualsiasi di queste situazioni non è per niente una vita facile per la carenza assoluta di arnesi e strutture. Prendiamo in esame il villaggio di Plume, è accessibile da una strada sterrata lunga oltre 5 km. nel villaggio nel 2010 non esiste nessun mezzo nel 2011 vi è una sola bicicletta è abitato da un centinaio di persone, vi è un'unica classe scolastica con poco meno di 30 bambini, di varia età, lo scorso anno avevamo trovato la scuola chiusa perchè inagibile i coniugi Grassi-Nicolosi si sono presi cura di ristrutturarla, l'associazione Amici delle Missioni si è fatta carico dell'insegnante.

scuolaplume1.jpg (383 byte)   scuolaplume2.jpg (383 byte)
L'unica classe scolastica, ristrutturata, di Plume

Gli abitanti vivono di pesca, fatta con attrezzature primitive, queste barche modeste sono realizzate da loro stessi, cosa non facile dal momento che vengono ricavate da grossi tronchi e scavate con piccole asce impossibilitati a trasportare i tronchi vengono lavorati nella vicinanza dell'abbattimento in modo che si trasporta la barca semilavorata.

barcaplume1.jpg (383 byte)   barcaplume2.jpg (383 byte)
Si inizia a modellare il tronco nel bosco                                  ancora grezzo si sposta in spiaggia             

Non sempre tutto fila liscio, dopo tanta fatica può capitare di trovare un tronco con dei difetti che impediscono di portare a buon fine il lavoro.

barcaplume3.jpg (383 byte)   barcaplume4.jpg (383 byte)
                          Barca rifinita                                                     Legno difettoso. Impossibile realizzare la barca

La pesca è sempre abbondante ma la gente non sa proprio cosa farsene, in mancanza di frigoriferi non può essere conservata, venderla è difficile per mancanza di collegamenti, si tenta di seccarla non tanto per commerciarla in un secondo momento piuttosto per utilizzarla nel periodo delle piogge, che durano circa sei mesi, dove tutte le attività sono bloccate.

pesceplume.jpg (383 byte)   risoplume.jpg (383 byte)
                          Pesce ad essiccare                                                     Oggi festa .... abbiamo distribuito il riso

Il detto "chi ha i denti non ha i biscotti e chi è senza denti ha i biscotti" è sempre valido. In questo villaggio è facilissimo procurasi del cibo. Oltre al pescato vi sono una quantità immensa di ostriche che si "attaccano" alle piante di mangrovie ed è facilissimo raccoglierle.

mangrovie.jpg (383 byte)   ostriche.jpg (383 byte)
Piante di Mangrovie sulle sponde                                                     Ostriche sulla griglia             

In questo villaggio ho trovato un orto con dei pomodori di una rigogliosità impensabile per queste latitudine con questo clima. Questo dimostra quanto sono laboriose queste persone, per ottenere questo risultato è necessario irrigarli più volte durante la giornata. A Pluma vi è un unico pozzo, realizzato dall'associazione amici delle missioni alcuni anni fa, profondo quasi 20 metri e l'acqua viene portata su a mano con un secchio di 15 litri, ci rendiamo conto quale sforzo disumano per una donna?

pomodori1.jpg (383 byte)   pomodori2.jpg (383 byte)
Orto con pomodori nel villaggio di Pluma

sogno.jpg (383 byte)   incubo.jpg (383 byte)
Un paesaggio da sogno .... in un ambiente da incubo

Per quanti sono interessati a donazioni o informazioni - clicca qui.

Torna indietro

Vita quotidiana in un villaggio di pastori

In un villaggio di pescatori è più facile sbarcare il lunario dal momento che avendo a disposizione un mare relativamente pescoso non è difficile trovare qualcosa da mettere in tavola. Il problema è una alimentazione sbilanciata. In un villaggio interno, dove vivono i pastori la vita è più incerta perchè e più difficile soddisfare il fabbisogno quotidiano. Di solito i pastori sono considerati più ricchi dal momento che il bestiame rappresenta un capitale. Prendiamo in esame il villaggio di Dungur, adottato dalla città di Ramacca grazie all'interessamento del Dott. Enrico Ferro. Nel resoconto della missione Africa 2010 abbiamo già parlato di questo villaggio, per completezza d'informazione potete andare a visionare quanto scritto.

dungurb1.jpg (383 byte)   dungurb2.jpg (383 byte)
La tabella che indica l'adozione e la povertà del villaggio


Come tutti i villaggi interni è raggiungibile dopo aver percorso vari chilometri di strada sterrata. L'intero villaggio è di una desolazione unica. Il Dott. Enrico Ferro è da parecchi anni che si interessa di questo villaggio, in segno di riconoscenza vi sono tantissimi bambini che portano il nome di Enrico.

dungurb3.jpg (383 byte)   dungurb4.jpg (383 byte)
Vari chilometri di strada sterrata per giungere al villaggio


In questo villaggio, alcuni anni addietro, è stato realizzato un plesso scolastico con 4 aule, per mettere i bambini in condizione di frequentare la scuola, l'associazione Amici delle Missioni si è fatto carico degli stipendi dei professori. Naturalmente in pochi anni non è possibile incidere positivamente sulla popolazione. L'importante è mettere in condizione tutti di fruire dell'istruzione e della sanità. I risultati si avranno col tempo. Osservate la sottostante foto di destra memorizzate il volto di queste due ragazze, andate a visionare le foto pubblicate nella missione Africa 2010, prima parte, nel capitolo l'istruzione scolastica, quasi alla fine troverete varie foto che si riferiscono al villaggio di Dungur ed in una di queste sono riconoscibili queste ragazze, in classe, ed il mio commento era: "Considerate che si tratta di una scuola elementare e come potete vedere dalle foto vi sono parecchi giovani grandicelli che evidentemente prima non avevano la possibilità di frequentare una scuola." Oggi sono signorinelle e non vanno più a scuola, vuol dire che hanno iniziato tardi, a studiare, ed hanno finito presto. Nella foto di sinistra la scolaresca di Dungur.

dungurb5.jpg (383 byte)   dungurb6.jpg (383 byte)
La scolaresca di Dungur e ... le signorinelle che non vanno più a scuola


Contemporaneamente al plesso scolastico è stato realizzato anche il centro salute dove suor Ada vi si recava almeno una volta al mese per risolvere i problemi sanitari e per le vaccinazioni. Oggi suor Ada non sempre riesce a visitare tutti i villaggi con puntualità, l'associazione Amici delle Missioni si è fatta carico di stipendiare alcuni infermieri, munirli di biciclette, in modo che possono intervenire in qualsiasi momento nei villaggi dove ne viene fatta richiesta. Da notare, nella foto sottostante, che la struttura del centro salute è circondata da una staccionata ciò e necessario per evitare danneggiamenti in questi villaggi dove gironzolano degli animali.

dungurb7.jpg (383 byte)   dungurb8.jpg (383 byte)
Il centro salute e mamme in attesa per la visita.

dungurb9.jpg (383 byte)   dungurb10.jpg (383 byte)
Tutte le capanne sono circondate da una recinzione che ha un doppio scopo: non far allontanare i propri animali e non fare avvicinare quelli degli altri.


Spesso i pastori restano lontani dai villaggi, con le proprie mandrie, anche per lunghi periodi. Le donne hanno l'onere di accudire ai bambini e procurare il sostentamento necessario, il più delle volte si tratta di miglio che viene sfarinato a seguito di un duro lavoro.

dungurb11.jpg (383 byte)   dungurb12.jpg (383 byte)
Il mortaio per sfarinare il miglio


Ogni anno quando arriviamo a Bula compriamo all'ingrosso del riso, spesso 50 sacchi od oltre, quando si va in visita al villaggio si porta la quantità necessaria per distribuirla alla popolazione. Vi sono dei casi dove le persone, in Italia, ci chiedono esplicitamente di donare del riso alle famiglie bisognose.

dungurb13.jpg (383 byte)   dungurb14.jpg (383 byte)
Oggi grande festa .... abbiamo distribuito il riso.


Ogni volta che ci rechiamo in questi posti sembra che diamo tantissimo ma in effetti ci accorgiamo che il loro bisogno è molto di più di quello che è nelle nostre capacità. Nella visita di quest'anno mi sono accorto che vi erano tanti bambini che passavano l'intera giornata giocando in mezzo alla polvere e agli escrementi degli animali, non è stato difficile riflettere ed accorgersi che nel villaggio è urgente la costruzione e l'apertura di un asilo. Detto fatto. Ci siamo consigliati ed abbiamo programmato una struttura da adibire a questo scopo. Il prossimo anno Dungur avrà un asilo. ... abbiamo finito? ... nooo! ... fra qualche anno quando i ragazzi, completano il ciclo delle scuole elementari ci accorgeremo che è necessario un plesso per le scuole medie ... e poi? ... poi si vedrà noi ogni anno siamo lì, speriamo che c'è sempre chi continua ad aiutarci per aiutare questo popolo.

dungurb15.jpg (383 byte)   dungurb16.jpg (383 byte)
Ragazzini in età non scolare che bighellonano tutto il giorno in mezzo alla polvere e allo sterco.


Per quanti sono interessati a donazioni o informazioni - clicca qui.

Torna indietro






xx.gif (383 byte)
scrivimi


Tutti i diritti riservati - www.associazionemagomerlino.it - non è in alcun modo responsabile dei contenuti dei siti linkati. 

Webmaster Mario Pappalardo